mercoledì 18 ottobre 2017

ANPI sul progetto forzanovista della marcia su Roma. Gli interventi di Carlo Smuraglia.

Le istituzioni hanno detto di no, che la marcia su Roma organizzata da Forza Nuova ( per due volte insignito dalla Corte di Cassazione del titolo di nazifascista) non si deve fare, il fatidico 28 ottobre, ricorrenza che viene considerata il prologo dell'instaurazione del regime fascista. Il gruppo tuttavia si sta organizzando con tanto di convocazioni e orari.


di Martina Luciani

E' da settembre che questa storia va avanti, suscitando indignazione e preoccupazione a tutti i livelli istituzionali e politici. Il sindaco di Roma ha già annunciato che il 28 ottobre "saremo con l'Anpi nazionale in Campidoglio per dire sì alla democrazia ed un no alla marcia su Roma".

Fatto sta che i forzanovisti  (irrilevante in quale modo motivino la loro chiamata ai patrioti tanto la provocazione è spudorata) stanno curando i dettagli della manifestazione.

Anche le organizzazioni locali, nelle pagine FB di Udine e Trieste, annunciano il loro "presente".

L'ANPI ha risposto. L'ha fatto più volte il suo presidente nazionale, Carlo Smuraglia. La dichiarazione più recente: " Rimbalza, poi, ancora la notizia che i fascisti romani vogliono fare la manifestazione che hanno preannunciato, con un cattivo gusto incredibile (la “marcia su Roma”) a tutti i costi, anche nonostante i divieti. Qui bisogna essere chiari e netti. Lo Stato ha ritenuto giustamente, che questa manifestazione non si può e non si deve fare; e non può certamente tollerare che la si faccia ugualmente. Altrimenti, si avrebbe un successo dei “dimostranti”, e una squalificazione degli organi dello Stato, che risulterebbero “imbelli” (come molti lo furono all’epoca della nascita del fascismo).
Noi faremo le nostre manifestazioni a Roma e in tutta Italia, con la nostra serenità, e con la nostra volontà di “informazione” e di formazione di cittadini e delle cittadine, che – prima di tutto – devono sapere di che cosa si tratta, cosa è stata la marcia su Roma, cosa è stato il fascismo; e dovrebbero ribellarsi al solo fatto che qualcuno osi richiamarsi ad una vicenda ed una data nefaste."


Il 28 ottobre è stata organizzata una manifestazione in Campidoglio mentre è in continuo aggiornamento l'elenco delle iniziative antifasciste in tutta Italia, nella stessa data ( anche sulla pagina FB).


domenica 15 ottobre 2017

54° ANNIVERSARIO DEL VAJONT, L’ELETTRODOTTO TERNA NELLA PIANURA FRIULANA ( IMPERITURO EMBLEMA DI VASSALLAGGIO), IL CONSUMO/ABUSO DI SUOLO IN FVG, LA TERZA CORSIA A4.


Se alla giunta Illy si poteva rimproverare l'arroganza e a quella di Tondo l'insipienza, la compagine attuale si distingue per l'arrogante insipienza. Il ricordo della strage del Vajont  non ostacola l'uso scellerato del territorio né le millanterie: lo afferma Aldevis Tibaldi del Comitato per la Vita del Friuli rurale. Il comunicato del 10 ottobre 2017.   




OTTOBRE 2013.
Nell'ottobre del 2013 la sopraintendente Maria Giulia Picchione celebrò il cinquantesimo anniversario della strage del Vajont con una mostra di significativa rilevanza: inaugurata ad Erto fu replicata nei capoluoghi di Provincia nel sostanziale disinteresse dei media e dei politici regionali. Nonostante abitasse a due passi dal municipio, la bandana del tuttologo Mauro Corona disertò l'inaugurazione e fra i presenti ci fu chi addebitò la cosa alle conseguenze di una sbronza. Di altra natura fu l'assenza, o per meglio dire il disinteresse, della governante e dei fracabotoni di Piazza Oberdan, preoccupati di alienarsi il consenso degli immobiliaristi, che nella serietà della Soprintendente avevano trovato pane per i loro denti.
Quella del Vajont fu a tutti gli effetti una strage di Stato rimasta sostanzialmente impunita. Come se non bastasse, il fiume di denaro che fu riversato per mitigare il dolore dei sopravvissuti e la cattiva coscienza di uno Stato complice dei padroni dell'energia, finì per alimentare la corruzione e il bieco affarismo degli sciacalli. Una macchia indelebile, che anziché suscitare la perenne indignazione e la formazione di una commissione parlamentare d'inchiesta, nel 2011 il Parlamento Italiano ha voluto travisare, limitandosi a definire il Vajont un monito per “le tragedie provocate dall'incuria umana”. Come dire che quel genocidio altro non è stato che il frutto di una svista e non il deliberato, consapevole ed inevitabile effetto di chi ha voluto fregarsene di quel vistoso pericolo incombente, da tutti preconizzato.

OTTOBRE 2017
Ebbene, in occasione del cinquantaquattresimo anniversario della strage, la governante non ha celebrato la ricorrenza con l'ufficialità dei comunicati che vengono strombazzati a piene mani dal sito della Regione per celebrare se stessa o i fasti della Barcolana, bensì con un fugace twitter che lascia il tempo che trova.

giovedì 12 ottobre 2017

QUELLI DELLE CAUSE VINTE. Presentazione a Gorizia del libro Michele Boato venerdì alle 18, nella sede di Agorè.

 
Nel libro di Boato un capitolo si intitola "Cassetta degli attrezzi" ed elenca gli strumenti per affrontare ( e vincere) le battaglie ambientali: l’esposto, la denuncia, il ricorso al Tar e alla Corte dei Conti, l’interrogazione, l’interpellanza, la mozione, l’ordine del giorno, referendum locali e nazionali, statuti e regolamenti comunali.



Nella sede di Agorè, in via Rastello 49, venerdì 13 ottobre, alle 18, presentazione del libro di Michele Boato “ Quelli delle cause vinte.  Manuale di difesa dei beni comuni”:
Dialogheranno con l’autore Renato Fiorelli e Sergio Pratali Maffei, che a loro volta hanno  raccontato due delle 80 vicende raccolte nel volume. 80 storie in cui comitati e associazioni ambientaliste sono riusciti nei loro intenti, che sembravano impossibili, di impedire disastri, speculazioni, inquinamenti.
Nei primi mesi del 2017 Michele Boato ha censito quasi 200 storie di battaglie vinte.
 Ambientalista di lunga data, già deputato dei Verdi, responsabile dell’Ecoistituto “Alexander Langer” del Veneto, Michele Boato ha raccolto 80 di queste “cause vinte”, casi in cui il bene comune è riuscito a prevalere sugli interessi economici, che andavano a discapito della salute delle persone e dell’ambiente. Si tratta di casi che Boato ha conosciuto personalmente. Metà delle storie le racconta lui, l’altra metà le raccontano persone protagoniste dei fatti e osservatrici dirette, per lo più attivisti di iniziative e associazioni ambientaliste.
Si va dall’abbattimento del Fuenti (l’ecomostro di Amalfi) alla chiusura della base missilistica di Comiso (in Sicilia), passando per i due referendum nazionali contro il nucleare, i veleni chimici a Marghera, i 1.000 giorni di digiuno contro l’inceneritore di Trento e gli 880 di presidio contro la discarica di Buscate, il secolo di lotte per risanare la Val Bormida, i “100mila passi” dal Grappa a Venezia che hanno salvato la valle di Schievenin.
Alcune vittorie risalgono già agli anni ’80, ma la maggior parte si è verificata negli anni 2000-2017. È una lunga storia di vittorie, balsamo per l’anima ambientalista e conferma che la resistenza e l’impegno pagano.
L’attenzione principale, più ancora del tema della lotta, viene posta sul come si è arrivati al risultato, cioè sugli strumenti che hanno portato a vincere. Ad alcuni di questi mezzi è dedicato l’importante capitolo “Cassetta degli attrezzi”: l’esposto, la denuncia, il ricorso al Tar e alla Corte dei Conti, l’interrogazione, l’interpellanza, la mozione, l’ordine del giorno, referendum locali e nazionali, statuti e regolamenti comunali e via dicendo. Poi ancora altri strumenti di lotta: manifestazioni, flash mob, raccolta di firme, boicottaggio, fino al blocco stradale. Così il libro, oltre ad una documentazione molto viva di cause vinte, è anche un manualetto sui metodi di lotta nonviolenti per difendere l’ambiente. Una pubblicazione preziosa, un libro incoraggiante, di alto valore, ma con un prezzo molto contenuto (5 euro).

domenica 1 ottobre 2017

Palazzo Lantieri di Gorizia oggi accoglie il pubblico per l'edizione autunnale di Castelli aperti FVG.

Dalle 10 fino al tramonto del 1°ottobre 2017, la storica dimora che si apre su piazza Sant'Antonio accoglierà quanti vogliano visitare le sue sale, i salotti e la biblioteca, la torre sopra la Porta Oriente con la celebre installazione di Kounellis, i cortili e il parco. Presente e "interattivo", lungo tutta la giornata, lo Scriptorium Foroiuliense.



Oltrepassato il grande portone che si affaccia su Piazza Sant'Antonio non ci sarà soltanto il Genius loci - che sempre affascina i visitatori - a trattenere gli ospiti nella particolare dimensione dell'antico palazzo, dove le memorie storiche si intrecciano armoniosamente con importanti esperienze di arte contemporanea. Ad esempio l'opera di Jannis Kounellis, che è stata creata  tra le pareti della torre sopra la Porta Oriente, o come l'installazione di Michelangelo Pistoletto, immaginata dall'artista biellese alle suggestioni del luogo e realizzata sul soffitto della sala dei ricevimenti.   
Per la giornata autunnale di Castelli aperti, la storica dimora goriziana propone, oltre alle visite guidate assieme ai proprietari, anche le iniziative a cura dello Scriptorium Foroiuliense, nota  e importante associazione culturale che custodisce e diffonde l'arte calligrafica del passato.
Si potranno infatti osservare le antiche maestranze, dalla realizzazione della carta fino alle tecniche di scrittura e partecipare all'opera preziosa dei Mastri. I visitatori potranno portare via con sè il proprio nome calligrafato su carta di cotone,

Per  questa edizione della manifestazione sono previste anche le esibizioni del Gruppo Storico dei Tamburi dello “Scriptorium Foroiuliense".
L'ingresso costa 7 euro, ridotto a 3,50 euro per i bambini da 7 a 12 anni. I più piccoli non pagano. 



venerdì 22 settembre 2017

NoBiomasseGO. Il copione del consigliere di maggioranza che sa di dover votare NO alla mozione del comitato.

Con malizia manifesta e cercando di riderci sopra, vi racconto una storia. Non c'è azione, non c'è suspance, non c'è lieto fine. E' una replica di tante altre storie simili, di sottomissione della ragione alla ragion di stato.  Si intitola: Io, consigliere comunale di maggioranza durante la faticosissima seduta del 20 settembre 2017.

di Martina Luciani

 E' notte fonda. Da ore siamo qua, si resiste solo perchè un po' di brio è assicurato dall'outsider della compagine consiliare e dalle sue battute. Tocca affrontare, oltre la mezzanotte, la discussione sulla mozione presentata dal consigliere Picco su istanza del comitato NobiomasseGO.  Quel testo dimostra chiaramente che ci sono cose da sapere su questa vicenda che ancora non sappiamo, ma chiede qualcosa che il sindaco e la giunta hanno già deciso non vogliono fare, non capisco la vera ragione, contro istanze di così vasta portata non è mai bene opporsi a muso duro,  fatto sta che mi  tocca tenere bordone.
Ligio al dovere cincischio tra brani di storia vissuta e paragrafi dell'etica politica tratti dalla Settimana Enigmistica, salgo sugli specchi, scendo in una valle di lacrimevoli contrizioni, enumero la prole e il parentado, mi emoziono sul valore civico e sociale del mio mandato di consigliere comunale,  non ho mai letto attentamente le parole con cui sono espressi i precetti normativi,  però mi ispiro, nel corso delle mie esibizioni retoriche, all'afflato di legalità che da essi promana.

giovedì 21 settembre 2017

L'annunciata "marcia dei patrioti" a Roma: il ministro degli Interni è esplicito, ci sono le leggi Scelba e Mancino per valutarla.



Ieri pomeriggio in parlamento il ministro degli Interni Minniti ha risposto ad una interrogazione dei deputati Bordo e Martelli (MdP) sull’iniziativa annunciata con notevole enfasi e diffusione attraverso i social da Forza Nuova: una marcia dei “patrioti”, “su” Roma, il 28 ottobre prossimo.




di Martina Luciani


In sostanza i parlamentari hanno chiesto al ministro di fare in modo che la manifestazione non sia autorizzata, visto che è modellata, in maniera palese e inquietante, sulla marcia di 25 mila camicie nere, avvenuta il 28 ottobre 1922, che portò Benito Mussolini al potere e diede inizio alla sciagurata era fascista.
Minniti ha precisato che da parte dei promotori (cioè la dirigenza del  partito che, grazie alla Corte di Cassazione italiana, è legittimamente classificabile come nazifascista, nda) non è stato rivolta alle autorità competente alcuna comunicazione formale.
E che se ciò avvenisse,  il quadro di riferimento delle autorità suddette sarà la legge Scelba, che vieta  la promozione e la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e la legge Mancino, che condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia fascista.

mercoledì 20 settembre 2017

Comitato NobiomasseGO, mozione respinta dalla maggioranza comunale. Intestarsi, all'inizio della consiliatura, una simile responsabilità è una grave ipoteca per il futuro.

Ad un'ora antelucana del 20 settembre, il consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal consigliere del Forum Gorizia Andrea Picco. L'opposizione l'ha sostenuta e difesa, incluso il leghista Franco Zotti, onestamente in controtendenza rispetto la sua maggioranza. Il comunicato stampa del comitato. E un po' di nomi.



Mozione comitato NoBiomasseGo respinta dal Consiglio Comunale di Gorizia.
I 22 voti contrari, verso i 16 favorevoli  alla mozione, manifestano l’incapacità politica a compiere un atto chirurgico nei confronti delle scelte del passato e fondare il futuro della città su presupposti nuovi, partecipati e sostenibili per tutti i cittadini.



Il sindaco di Gorizia e la sua maggioranza sono a parole preoccupatissimi per la salute dei cittadini, presenti e futuri, ma votano contro la mozione diretta a prendere una posizione politica che dichiari inaccettabile la presenza di quattro impianti industriali tra popolosi quartieri cittadini.
Il sindaco invece si impegna a fare una cosa che peraltro è già prevista tra i compiti istituzionali del Comune, che come tale non richiederebbe  alcuna promessa  e che  evidentemente finora  è mancata: e cioè vigilare, controllare il rispetto della legge e verificare l’effettiva sussistenza di un qualche rischio per l’ambiente e per la salute delle persone.
Il comitato NoBiomasse prende atto del risultato e delle conseguenze di questo voto, a partire dai 16 voti favorevoli che includono anche quello del leghista Franco Zotti, e prosegue nelle azioni già iniziate e in quelle che verranno avviate nelle prossime settimane.
Certamente stupisce che il centro destra di Gorizia ritenga che la questione non debba essere “politicizzata” come se decidere di stare dalla parte dei cittadini fosse qualcos’altro che non politica, che valuti non sufficienti quattro autorizzazioni già concesse e lavori di costruzione già avviati per prendere una posizione inequivocabile su un’operazione imprenditoriale costellata di equivoci e di ombre e attenda la concreta dimostrazione del danno subito dalla popolazione residente, che il più banale principio di tutela anticipata e precauzionale di diritti costituzionalmente garantiti, e che si ostini a defilarsi dalle proprie responsabilità cercando di trasferirle su altri enti.
Le doglianze e gli imbarazzi della maggioranza sulla mancata costruzione di un documento unico, da votare in maniera trasversale, sono inascoltabili: era forse possibile in nome di una convergenza di intenti cancellare dal testo del documento, come è stato richiesto, le parole relative alla localizzazione degli impianti, cioè la locuzione “centro abitato” o quell’aggettivo “insalubre” che serve a qualificare la tipologia di industria o, peggio ancora, riscrivere la parola “rifiuti” come “rottami”? No, non era possibile, perché queste parole rappresentano da sole l’assenza e la distrazione dell’amministrazione comunale nella vicenda e il cuore della richiesta di tutela indirizzata all’ente rappresentativo dei cittadini.
L’ ambiente è uno dei determinanti fondamentali della salute umana e la qualità di entrambi dipende fortemente dalle scelte politiche che li coinvolgono : il voto contrario alla mozione è un voto che disconosce questo principio e come tale andrà spiegato a tutti cittadini di Gorizia, oltre che ai mille firmatari della petizione lanciata dal comitato a sostegno della mozione, tra i quali molti dichiarati elettori di questa amministrazione.
Se l’opposizione in consiglio comunale attendeva l’occasione per riconoscersi compatta nei principi comuni cui ispira la propria azione politica in materia ambientale, di salute pubblica, di democrazia partecipata, con questo voto ha dimostrato la coerenza sui basilari della rappresentanza politica e sulla visione del potere di pianificazione urbanistica come strumento per lo sviluppo del territorio e della società armonioso e sostenibile.

VOTI A FAVORE DELLA MOZIONE:
BANDELJ, KORŠIČ , COLLINI, FASIOLO, FERI, GAGGIOLI, MARAZ, MACCHITELLA, PETERIN , PICCO, PORTELLI, ROSSI, TRAINI, TUCCI, ZANELLA, ZOTTI.


VOTI CONTRARI ALLA MOZIONE:
ZIBERNA, ROMANO, PETTARIN, OBIZZI, GENTILE, FERRARI, HASSEK,  TOMANI , TOMASELLA , DEL SORDI, COSMA, BRAULIN, ORETI ,TURCO, OROPALLO ,CIOTTA ,STASI ,PICARIELLO ,PISCOPO , SARTORI, CAGLIARI . PICARIELLO

CONSIGLIERI ASSENTI: ALTINIER, GABRIELCIC, ZORZENON

lunedì 18 settembre 2017

Dai bozzetti di Koinè per la mostra "saltata"a Gorizia e Nova Gorica: Michele Salmi.

Se si fosse realizzata, " Limen o limes, soglia o barriera", questa sarebbe stata l'installazione con cui avrei stretto un'imperitura amicizia.


di Martina Luciani


Sfoglio e risfoglio le pagine del menabò di Koinè, riflettendo senza trovare risposta a una serie di penosi interrogativi, relativi al presente e al futuro della mia città.
Carolina Lantieri, che avrebbe accolto numerose installazioni all'interno del palazzo dove già si intrecciano le stratificazioni artistiche e culturali della storia passata e le migliori esperienze dell'arte contemporanea ( ecco la vera emozione dell'oggi!), mi ha scritto: Come dice Rudi Fuchs, se non facciamo conoscere ai ragazzi il linguaggio contemporaneo dell’arte, come faranno a capire le loro radici culturali? Già alle elementari, la scuola italiana dovrebbe assumere dei competenti perché insegnino il linguaggio concettuale dell’arte contemporanea,  proseguendo poi con  i Movimenti  del Dadaismo, Bauhaus, il Futurismo, die Bruecke  e via all’indietro, si comprenderebbe meglio, invece di scuotere la testa da ignoranti.

Ricopio dal bozzetto del progetto dell'artista Michele Salmi.  Un  "muro" di materiale riflettente, con l’apertura di una porta / varco, diventa un passaggio. Vedersi e vedere oltre, attraversare il proprio sguardo, il proprio immaginario, le proprie certezze, le paure, le barriere, andare oltre lo Sguardo.

Potendo farlo, avrei chiesto a Michele Salmi di riprodurre in numerosi esemplari la sua opera, e l'avrei distribuita in alcuni luoghi  della città, dove sarebbe estremamente utile, forse urgente, essere stimolati a compiere spesso questa riflessione, oltre che a titolo personale anche mettendosi tanti quanti si riesca davanti alla porta nello specchio. Una meditazione plurale, insomma.


giovedì 14 settembre 2017

Per Koinè, gruppo di arte contemporanea, il discorso Gorizia è chiuso. "limen o limes, soglia o barriera" non si farà.

E' stato realizzato un tentativo per dare vita comunque alla mostra di arte contemporanea LIMEN O LIMES, individuando dei siti alternativi per le installazioni contestate. Ma Koinè ha rinunciato, e non intende ripensarci.


di Martina Luciani

Ci abbiamo provato, in mezzo a un fluire di idee e controproposte ancorate alla richiesta: Koinè, ci state a valutare delle alternative?  Ma il gruppo di Koinè, riunitosi ieri sera, non vuole modificare l'impostazione data al messaggio che la mostra conteneva, rivolto alla popolazione delle due città: barriera o soglia?
Una risposta molto pacata al tentativo di un gruppo di goriziani convinti che Limes sarebbe stata una grande e stimolante occasione per impegnare le menti e i cuori del pubblico "diffuso" tra delle due città, qua e là, tra i luoghi della cultura, della storia, del vivere di ogni giorno.
Ci scrive il portavoce di Koinè, l'artista Giacomo Manenti: " Non ci interessano tutte le polemiche che stanno girando, vogliamo restarne estranei, quello che si doveva dire lo si è detto.
La ringrazio comunque per la sua proposta ma, come potrà capire, si voleva incontrare la " gente comune " negli spazi da loro frequentati quotidianamente."

Riporto l'elenco degli artisti che avrebbero partecipato, ricopiando dalla bozza preliminare di catalogo "limen o limes, soglia o barriera": Enzo Biffi, Alfred De Locatelli, Armando Riva, Giacomo Nicola Manenti, Asja Trost, Helene Thummel, Stefano Ghesini Salvarodi, Dario Cogliati, Valeria Codara, Michele Salmi, Anja Medved, Andrea Cereda, Ermenegildo Brambilla, Ernesto Paulin, Antonello Sala, Goradz Princic, Beppe Carrino, Laura Pinta Cazzaniga, Gaetano Ricci, Spela Volcic, Enej Gala,


Alexsander Veliscek ,Vanja Mervic, Kristian Sturi , Luka Sirok, Cristian Natoli, Piero Macchini, Mariangelo Cazzaniga, Marco Gaviraghi Calloni, Rene Rusjan, Bostjan Potokar, Rajat Sharma, Rawan Hourani.
Mi dispiace veramente tanto, è molto imbarazzante immaginare la valutazione che gioco forza esprimono di noi gli artisti coinvolti, e il pensiero degli organizzatori di Nova Gorica, in primis la Biblioteca Bevk e l'assessorato alla cultura del Comune.