domenica 18 giugno 2017

La periferia, ovunque: la marginalizzazione nel centro di Londra e la tragedia del Grenfell Tower.



Non ci vuol molto a creare una periferia, anche in pieno centro abitato. Da Londra a Gorizia, passando per i recenti risultati elettorali e riflettendo sul voto.


di Stefano Cosolo.


La strage del Grenfell Tower di Londra è assolutamente paradigmatica dei nostri tempi. Oggi "periferia" è ormai gran parte del mondo, si trovi al centro di una città come nei quartieri più distanti, ovunque, a Londra come nel Bangladesh, a Milano come a New York, In Ucraina come in Giappone, per non parlare della Cina che sta colonizzando l'Africa trasformandola nella sua "periferia".
"Periferia" non è solo un quartiere povero distante dagli insediamenti più ricchi dei centri cittadini.
"Periferia" sono i quartieri e le case dei lavoratori, delle persone che vivono con pensioni o salari da fame, dovunque essi si trovano, le scuole (pubbliche) frequentate dai nostri figli, gli ospedali fatiscenti, le zone industriali che scaricano sostanze tossiche nell'aria, nel mare e nella terra, ecc...
"Periferia" è dove vivono i nuovi schiavi, i servi di un sistema globale che promette più benessere e ricchezza per tutti, mentre in realtà devasta l'ambiente, relega i sudditi in ghetti e in condizioni incivili, come appunto la Grenfell Tower e si preoccupa invece di riservare lussuose residenze dotate di ogni inimmaginabile servizio e privilegio per una cerchia ristretta di persone che detengono o controllano quasi tutte le risorse del pianeta.
Si potrebbero citare esempi in ogni parte del mondo.
Nel nostro piccolo a Gorizia, la politica asservita alle speculazioni economiche non ha forse permesso un'industria insalubre in mezzo alle case di fatto rendendo "periferia" il centro abitato?
Qualche goriziano pensa che qualcuno di questi politici si costruirà o comprerà casa a ridosso di queste industrie in via Trieste?
A Londra l'organizzazione che da tempo denunciava la pericolosità di questo palazzo è stata a sua volta denunciata: dava fastidio al potere, a quel potere, espressione della classe dominante, che non tollera chi denuncia "le periferie" .
Purtroppo molti cittadini seguono questo potere, contenti e convinti che esserne schiavi non è poi così male, peggio ribellarsi e averlo contro.
Sempre tornando all'analogia con Gorizia, i cittadini hanno premiato e votato le due aree politiche, centro destra e centro sinistra, che hanno permesso le centrali a biomassa e l'impianto di rifiuti di alluminio in mezzo alle case, invece di chi ha denunciato e si batte contro di esse, cioè i cittadini e il comitato #nobiomasseGo confluiti nella lista civica del Forum per Gorizia.
Hanno votato cioè quel potere che a livello globale vede il mondo e le persone come un immenso mercato senza regole e vincoli, un mondo fatto di "periferie", quel potere che ha nome e cognome (multinazionali) e si serve dei politici che poi sono chiamati ad approvare, per esempio, gli accordi di libero scambio come il CETA. Buona "periferia" a tutti.
Utile lettura il post di Giorgio Cremaschi qui.

venerdì 9 giugno 2017

Le 5 domande rivolte da Legambiente ai candidati sindaci di Gorizia. Le risposte di Andrea Picco - Forum Gorizia



Gli argomenti scelti da Legambiente riguardano la tutela dell'Isonzo, la mobilità sostenibile e la revisione del piano del traffico, la visione urbanistica nella prospettiva del recupero del patrimonio edilizio dismesso e del consumo di suolo a zero, la partecipazione dei cittadini anche a livello transfrontaliero e infine, ma non certo questione secondaria, l'ascensore al Castello.





1) Negli ultimi anni molto si è parlato della riqualificazione e valorizzazione del fiume Isonzo. Eppure buona parte delle sue sponde e golene sono oggetto di degrado, con abbandono continuo di rifiuti, costruzione di accampamenti, pratica di motocross, o ipotesi di costruzione di nuove dighe/centrali idroelettriche.

Intende tutelare concretamente l'Isonzo?

Andrea Picco: Le politiche ambientali sono una delle principali forme di tutela del patrimonio comune, che è qualcosa di più che pubblico, perchè non è cedibile. L’Isonzo è un patrimonio comune naturale, paesaggistico, culturale; è elemento fondamentale dell’ecosistema, è riserva di biodiversità e bellezza. Non solo vogliamo tutelarlo, dobbiamo farlo per salvaguardare il suo ruolo ecosistemico e quello di elemento costitutivo dell’identità cittadina. Non dimentichiamoci che Gorizia vanta giustamente un appeal che risiede proprio nelle caratteristiche ambientali e paesaggistiche e nell’armonia che prima di noi altri hanno saputo realizzare tra architettura urbana e componente verde: l’Isonzo è una risorsa anche da questo punto di vista.

mercoledì 7 giugno 2017

URGENTE! Il verde urbano chiede un regolamento: per conservare il patrimonio comune, l'identità cittadina, l'appeal turistico.

Forum Gorizia ha identificato nel suo progetto amministrativo azioni precise da attuare a salvaguardia e oculata gestione del verde urbano. Alcuni esempi di noncuranza, quantificabili  danno emergente ( la perdita di esemplari arborei di grandi dimensioni) e pure lucro ambientale cessante ( la bruttezza è invendibile sul mercato turistico e la tristezza che ne deriva deprime anche la salute). 

di Martina Luciani

Abbiamo espresso nella visione circolare del programma del Forum Gorizia, a sostegno della candidatura di Andrea Picco, una nitida connessione tra la visione urbanistica e di progettazione territoriale, quella sociale, quella economica legata all'offerta turistica. 
Il verde urbano è uno degli snodi di questa interconnessione, con le sue funzioni ecologica, culturale, sociale, economica.
Recupero solo un concetto; chi voglia approfondire trova il resto sul programma
Il mantenimento del paesaggio urbano, fortemente caratterizzato dalle imponenti e storiche alberature stradali , dai parchi e giardini e pubblici e privati, si riflette a due livelli nella vita delle persone: quello identitario ( il paesaggio è rappresentazione di radici e filo conduttore delle memorie) e quello psicologico ( il contesto ambientale e paesaggistico familiare in cui viviamo, la percezione della bellezza, l'inserimento degli elementi naturali nella quotidianità) Tutto ciò ha direttamente a che fare con il sentimento di ben - essere e di bell-essere, connotati della vivibilità e presupposti entrambi della felicità dell'esistere in un luogo e in un tempo a noi caro e consono.
Il regolamento del verde urbano è uno strumento essenziale, per realizzare un equilibrio tra la tutela delle esigenze delle piante e le necessità dei cittadini. E' uno strumento di pianificazione, perchè indica quali essenze sono da preferire nei diversi contesti urbani, derminando sul medio - lungo termine economie legate a minori esigenze di manutenzione. Se qualcuno si preoccupa dei costi, tenga inoltre presente che un buon regolamento, pensato per Gorizia, evita le ingenti spese da lavori pubblici incautamente effettuati e da manutenzioni tecnicamente errate, da abusi e danneggiamenti.
Esemplari di particolari pregio e dimensioni non sono sostituibili; in altre parole, se il duplice filare di alberi del nostro Corso fosse decimato, le nuove piante acquistate impiegherebbero, come è logico, moltissimi anni per farci recuperare il paesaggio che ci è caro e che è uno dei più suggestivi approcci per chi giunge a Gorizia.
Le foto illustrano alcuni esempi di cosa non si deve fare: non si usano gli alberi come base d'appoggio per centraline elettriche, nè tantomeno come sostegni per far scorrere cavi di cantiere; non si usano tronchi e rami per esporre striscioni, perchè alla lunga le profonde ferite saranno mortali ( diversi alberi sono in queste condizioni); non si associano coltivazioni di piante che hanno bisogno di molta irrigazione ad altre che invece la temono, perchè queste ultime prima o poi muoiono, come nel caso dei bellissimi cedri nella grande aiuola del parco del Comune; i cantieri stradali devono rispettare modalità e distanze precise dalle piante.



martedì 6 giugno 2017

Biomasse in città: le perle ( di smemoratezza) della campagna elettorale e i silenzi della pubblica amministrazione

Il consigliere uscente Stasi, componente della lista Popolo di Gorizia, non vuole impianti industriali inquinanti in città. Il suo collega Hassek si fa portatore sulla stampa delle preoccupazioni dei cittadini di Sant'Anna. Come si cambia in campagna elettorale!

Continua il confronto del comitato con l'amministrazione comunale: unidirezionale, troppo spesso, alla faccia della partecipazione dei cittadini e del dovere ( giuridico ed etico) di trasparenza.


di Martina Luciani

E' una dichiarazione sorprendente quella resa in una trasmissione elettorale RAI da un partecipante alla tornata elettorale tra le file che sostengono la candidatura di Rodolfo Ziberna e quindi il perpetuarsi attraverso opportuna discendenza della attuale amministrazione Romoli. La sorpresa deriva dal fatto che il consigliere in questione fu tra coloro che il 19 marzo 2012 votarono a favore della variante 36 in consiglio comunale.  O perchè non capirono o perchè si fidarono dell'allora assessore all'urbanistica, architetto Dario Baresi, che in sede di adozione della variante confidava nel fatto che non si prevedeva l'introduzione di potenziali sorgenti di inquinamento per l'ambiente o la salute umana.
Bene, in forza di quella variante, nel sito oggetto di variante la Rail Service sta costruendo la prima delle due centrali a biomasse, quella annessa e connessa al funzionamento dell'impianto per la lavorazione di rifiuti metallici non ferrosi.

martedì 30 maggio 2017

Biomasse e industrie insalubri tra i quartieri cittadini: l'etica della politica ha delle risposte alla questione?

All'incontro di stasera, 30 maggio, 20.30, sala Incontri di via Veniero su " Etica e politica", chiederemo si parli, in chiave etica, anche dei procedimenti autorizzatori degli impianti del progetto Three Shades of green, alias due centrali a biomasse un impianto per la lavorazione dei rifiuti metallici non ferrosi, cui da tempo il comitato #NoBiomasseGO si oppone in nome dei cittadini tenuti a distanza dai processi decisionali della politica e dell'amministrazione.


di Martina Luciani

Senza ricorrere alle dissertazioni di Norberto Bobbio su Etica e Politica, poco tempo fa Tomaso Montanari, a proposito del Ministro Marianna Madia e della sua tesi di laurea, scrisse: " Ma se l’Italia non «va avanti» è a causa della corruzione, della disonestà, della furbizia e dei plagi: non certo a causa di un eccesso di etica."
Alle volte però succede il contrario: che si va avanti, in fretta e senza guardarsi indietro, ma nemmeno ai lati o davanti, senza rispondere alle domande, senza rappresentare altri che se stessi nell'esercizio del proprio potere alla faccia di coloro che un giorno lo conferirono, imponendo la tecnica e la schematicità delle norme ed evitando di confrontarle con interessi che peraltro hanno tutele di rango costituzionale.
Il sospetto dunque è che ( crocianamente parlando) l'etica in politica sia un ideale che canta nell’animo di tutti gl’imbecilli. Ovviamente gli imbecilli sono i cittadini, specialmente quelli che si riuniscono nei comitati e movimenti, esprimendo segmenti grandi e piccoli del "grande risentimento collettivo".
Scusate la premessa. Serve a dire che questa sera chiederemo siano poste le seguenti domande:


1)     
Se “etica” si riferisce alla politica che, indipendentemente dall’esistenza di specifiche norme, coinvolge i cittadini, li informa e ascolta la loro opinione per attuare concretamente la partecipazione democratica e la rappresentazione di tutte le istanze della comunità,  come valutate l’approvazione della variante 36 (delibera Consiglio comunale 17.12.2012 n. 35) che, all’interno del centro abitato, ha permesso la trasformazione dell’area di proprietà dell’impresa privata Rail services sita in via Trieste 134 da “H2.4-Aree per i concessionari auto e le attività di servizio alle persone e alle imprese” a “D/3- insediamenti industriali esistenti”  dove oggi si sta costruendo la centrale a biomassa SUD e un impianto di trattamento di rifiuti di alluminio?

2)     
Quale è l’etica dell’autorizzazione ambientale rilasciata dalla allora Provincia di Gorizia? E ciò con particolare riferimento alla funzione politica  dei suoi diversi organismi per l’ accertamento della funzione sociale di un’impresa, della prevalenza del diritto all’ambiente e alla salute rispetto la libertà dell’iniziativa economica privata  (in particolare sotto il profilo del “principio di precauzione”) e della successiva ponderazione nell’ambito della discrezionalità amministrativa ( e non tecnica) tra i differenti beni/valori tutelati dalla Costituzione (art. 41).

3)     
Se “etica” è da considerarsi la politica che si fa promotrice della tutela del bene comune, come in questo caso l’ambiente, la salute, la sicurezza, la dignità delle persone e la vivibilità di una città (Gorizia) e, quindi, se le rispettive liste/organizzazioni politiche intendono chiedere all’attuale Sindaco se:
-         
le autorizzazioni  per la centrale SUD e l’impianto di rifiuti di alluminio sono ancora valide e non scadute;
-     se è consentito l’insediamento dei due impianti industriali insalubri all’interno del centro abitato.
-          se intende verificare quanto richiesto e se del caso emettere i provvedimenti conseguenti.

martedì 23 maggio 2017

Profughi in Galleria Bombi: siamo capaci di fare meglio? Si, ci vuol coraggio e organizzazione, ma si può fare.

La vicenda dei profughi scortati e sorvegliati in Galleria Bombi continua ad essere fraintesa. La proposta del Forum Gorizia per evitare che il bivacco istituzionalizzato sia l'unica proposta possibile nella nostra città: le emergenze si prevedono e si governano con strumenti appositi, trasparenti e coordinando pubblico e volontariato.

di Martina Luciani

Uno dei principali problemi della mancata accoglienza dei richiedenti asilo attraverso le convenzioni ( non parlo di principi umanitari, che infastidiscono molti esemplari concittadini, parlo di logistica nuda e cruda) è quello di non farli morire di freddo lasciandoli a dormire per strada durante l'inverno.
Per questo motivo Caritas decide di aprire la sala sotterranea che sta sotto l'edificio all'interno dell'area di prima accoglienza, il campo San Giuseppe di via Grabrizio.
I Vigili del Fuoco la dichiarano agibilie per 40 persone, 50 al massimo.
Con uno sforzo enorme da parte del volontariato, questa iniziativa tampona la situazione lungo lo scorso freddo inverno che trascorre relativamente tranquillo, anche se qualche volta, vista la situazione, tocca ricorrere anche al pianoterra della Caritas in piazza San Francesco per dare un rifugio notturno.
Un lavoro faticoso, gratuito, spesso snervante. Sempre più difficile, visto che il numero delle persone accolte aumenta di continuo. Condizioni ingestibili, ben oltre i limiti della sicurezza e della prudenza. Il direttore della Caritas, Paolo Zuttion ( del quale ho enorme stima, e detto da anticlericale vale doppio) ha le spalle larghe, tiene duro, e lo sparuto gruppo di volontari con lui.

Visto che il bunker era stato aperto per fronteggiare la cattiva stagione, l'arrivo della primavera ne fa  venir meno l'esigenza primaria "salvavita". Quindi si pensa di chiudere: attenzione, a me non risulta che si chiuda repentinamente. Caritas ha comunicato la sua intenzione e le ragioni di sicurezza che la motivavano, ha temporeggiato ancora mentre la situazione diventava sempre più difficile, ma in questo nel frattempo nulla accade. Come se nessuno sapesse, nessuno si fosse reso conto della gravità della situazione.

sabato 20 maggio 2017

Profughi all'addiaccio in Galleria Bombi. Forum Gorizia richiede incontro urgente in Prefettura



Reazione politica del Forum Gorizia alla incredibile situazione della scorsa notte.

L' Istituzione che rappresenta il Governo sul territorio trasferisce i profughi privi di accoglienza dalla Valletta del Corno alla Galleria Bombi.

Un centinaio di persone sotto i livelli della dignità umana e delle regole essenziali dell'accoglienza e delle minime esigenze igieniche.
Il comunicato stampa del 20 maggio 2017.



“Un centinaio di profughi sono stati trasferiti questa notte dalla Valletta del Corno alla Galleria Bombi.  Una scena degna delle peggiori situazioni che vengono documentate lungo la rotta balcanica.
Il Forum Gorizia si è sempre occupato delle varie fasi e problematiche della prima accoglienza dei richiedenti asilo, anche nei momenti di maggior pressione dell’emergenza, ma una situazione di questa gravità ancora non l’avevamo vista.
I richiedenti asilo sono stati scortati dalla Polizia di Stato e dall’Esercito fin dentro la galleria, dove hanno dovuto pernottare trovando riparo dalla pioggia.”
Lo dichiara Andrea Picco, candidato sindaco del Forum Gorizia, che ha assistito personalmente ai fatti , tra la mezzanotte e l’una del 20 maggio.
“ Abbiamo richiesto per iscritto, un incontro urgente con il Prefetto di Gorizia: vogliamo sapere come si è arrivati, da parte della Istituzione che rappresenta il Governo nel nostro territorio, a ritenere congrua la sistemazione di un centinaio di persone sotto la Galleria Bombi; con che tipo di assistenza igienica è stata organizzata questa iniziativa,  e quali siano i piani e la programmazione della Prefettura per la gestione della nuova emergenza di cui la cronaca ci sta dando conto in questi giorni.”
Conclude Andrea Picco: “In galleria Bombi si è celebrato il funerale delle istituzioni. Nel 2017 le autorità di questa città civile decidono che il luogo idoneo per le persone per passare la notte sia una galleria. Chi ha autorizzato questa vergogna non ha rispetto della dignità umana. Non sa cosa sia. È inaccettabile vedere un centinaio di persone stese per terra, è un'immagine di cattiveria umana che non scorderò.”